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Sezione dedicata alla DOCUMENTAZIONE relativa allo Sci-Alpinismo.
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Profilo Stratigrafico (rif. I manuali del Club Alpino Italiano n.13 - SCI ALPINISMO)
Il profilo stratigrafico permette, congiuntamente al blocco di slittamento, di effettuare un'indagine esaustiva del manto nevoso. L'analisi è svolta con gli strumenti in dotazione allo sci alpinista e quindi risulta essere semplificata rispetto a quella condotta dai rilevatori dei Servizi Valanghe.
Il profilo stratigrafico consente di:
- evidenziare i singoli strati di neve e valutare i potenziali piani di slittamento
- determinare per ciascun strato l'indice di durezza mediante il test della mano
- individuare forma e dimensione dei grani tramite una lente di ingrandimento e la piastrina cristallografica
- misurare l'andamento della temperatura in funzione dello spessore (disponendo di un termometro)
- valutare quantitativamente il contenuto in acqua libera (facoltativo)
Interpretazione di un profilo stratigrafico e valutazione sulla stabilità
I dati più importanti per valutare la stabilità del manto nevoso sono forniti dal profilo stratigrafico e dal blocco di slittamento.
L'interpretazione dei dati forniti dalle due prove e la conseguente valutazione del grado di stabilità del pandio sono molto legati all'esperienza e alla soggettivitò di giudizio del singolo operatore.
I test offrono indicazioni molto importanti relative alle condizioni generali della neve e delle valanghe in una determinata zona.
I limiti oggettivi dei test sono però tali, per cui risulta assai problematico estendere a tutto il pendio, le valutazioni espresse da una prova effettuata in uno specifico punto. Inoltre sono da considerare a ulteriore detrimento, i limiti soggettivi legati alla preparazione dello sci alpinista medio.
Nell'ambito dei corsi organizzati dalle scuole, si ritiene assai opportuno realizzare profili stratigrafici e blocchi di slittamento, in quanto sono test indispensabili per capire i meccanismi che regolano l'evoluzione del manto nevoso e il distacco delle valanghe.
I risultati di queste indagini e le analisi di numerosi incidenti sia invernali che estivi, accaduti non solo a sciatori ma anche ad escursionisti senza sci, ci sonsigliano di utilizzare un sistema di valutazione del pericolo e di discesa della gita che non richieda una grande conoscenza di nivologia, e che, salvo casi particolari e con la presenza di persone preparate, non preveda l'effettuazione di prove impegnative per determinare la stabilità del mando nevoso.
Deve quindi trattarsi di un metodo progressivo di riduzione del rischio, che si basa su una accurata preparazione della gita, e su un adeguato comportamento in ambiente.
Per ulteriori dettagli far riferimento al manuale di Scialpinismo distribuito dalle varie sezioni del CAI.